PREMESSA
Lo
svolgimento dei programmi d'italiano e di storia può essere
impostato in modo da sviluppare integrazioni redditizie sul piano
formativo se centrate non tanto sui contenuti delle due discipline
quanto, piuttosto, sulle finalità, sugli obiettivi e sui
metodi che possono caratterizzare la programmazione e la mediazione
didattica.
L'integrazione metodologica ha tre importanti campi di
realizzazione:
- l'analisi dei testi;
- i procedimenti per la
costruzione di sintesi parziali a partire da molteplici testi;
-
l'educazione linguistica.
Infatti sia al centro dell'insegnamento
letterario e linguistico sia al centro dell'insegnamento storico ci
sono i testi. Di conseguenza, la necessità di analizzarli è
essenziale allo scopo di costruire le competenze della comprensione e
quelle della produzione testuale.
I metodi di analisi della
struttura letteraria e linguistica dei testi e i metodi di analisi
della struttura storiografica dei testi presentano analogie e
differenze che possono garantire il consolidamento delle capacità
di lettura grazie alla loro integrabilità, alle loro
convergenze e al transfert di competenze e abilità da un campo
d'insegnamento all'altro.
L'integrazione così prospettata è
possibile alla condizione che anche la storia sia considerata area
disciplinare in cui gli studenti devono fare i conti con i testi che
comunicano le ricostruzioni e le interpretazioni storiche.
Sulla
base dell'analisi testuale, sia in italiano sia in storia è
possibile abituare a costruire le competenze all'uso dei testi, delle
informazioni e delle interpretazioni in funzione della produzione di
ricapitolazioni, di rielaborazioni, di sintesi parziali, di commenti
originali, di argomentazioni.
I due insegnamenti possono avere
altri punti di convergenza negli obiettivi afferenti alla capacità
di comprensione degli elementi di continuità e mutamento, di
persistenze e innovazioni e dell'intreccio di molteplici fattori
esplicativi dei fenomeni diacronici studiati nei rispettivi
ambiti.
L'analisi testuale è la base su cui i due
insegnamenti possono interagire anche in funzione dell'educazione
linguistica, se la programmazione e la mediazione didattica in storia
prendono di mira gli obiettivi della costruzione di competenze
rispetto alla logica del discorso, alla concettualizzazione, all'uso
delle terminologie specifiche e rispetto alla formazione delle
strutture temporali della comunicazione, competenze che confluiscono
nella formazione delle capacità di elaborare testi orali o
scritti.
L'organizzazione modulare dell'insegnamento e degli
apprendimenti, che viene raccomandata sia in italiano sia in storia,
grazie alla flessibilità è anche il metodo più
idoneo a stabilire i raccordi e l'interazione tra i due insegnamenti.
PROGRAMMA DI ITALIANO PER IL BIENNIO POSTQUALIFICA DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI
Finalità
Le
finalità dell'insegnamento di italiano nel biennio
post-qualifica prevedono un delicato equilibrio tra esigenze a prima
vista divergenti, da un lato si tratta di far conseguire agli allievi
una competenza letteraria e storico-letteraria equivalente a quella
che si può ottenere al termine di altri indirizzi di studi
secondari superiori; dall'altro una cura particolare deve essere
dedicata allo sviluppo della competenza negli usi tecnici della
lingua connessi all'indirizzo professionale.
L'apparente
contraddizione può essere superata se si porrà agli
allievi il traguardo formativo di una piena padronanza della
variabilità degli usi linguistici (tema già proposto
dal curricolo del biennio iniziale e dell'anno di qualifica),
variabilità che essi potranno sperimentare ai due estremi
sull'asse che va da un massimo di plurivocità e "opacità"
(usi letterari della lingua) al massimo dell'univocità e della
trasparenza (usi tecnici linguaggi settoriali).
La divaricazione
risulta poi più apparente che reale, se si tiene presente
che:
- la frequentazione dei testi letterari tende a sviluppare
attitudini al senso della complessità, alla creatività
e alla flessibilità del pensiero, che appaiono sempre più
rilevanti nelle richieste del mondo del lavoro;
- d'altra parte il
discorso sui testi letterari (orale e scritto) può e deve
avere momenti di precisione definitoria e di rigore argomentativo non
dissimili da quanto si richiede in sede di discorso tecnico.
Le
finalità dell'educazione letteraria
nel biennio
terminale muovono da quanto l'allievo deve avere già acquisito
nel triennio precedente in termini di capacità di lettura ed
analisi dei testi letterari, per approfondire e rendere più
organica la dimensione storica della letteratura e della cultura,
anch'essa già presente nel curricolo pregresso in termini di
prima empirica storicizzazione dei testi (biennio iniziale) e di
incontro con alcune grandi opere del passato storicamente
contestualizzate (anno di qualifica).
In questo biennio di tratta
di:
- promuovere il senso della complessità come
consapevolezza che non esistono risposte semplici ai problemi
conoscitivi, che ogni oggetto può assumere aspetti diversi a
seconda dell'angolazione da cui è osservato, che ogni sintesi
conoscitiva è una costruzione nell'ambito dell'educazione
letteraria; ciò significa sperimentare la molteplicità
delle dimensioni di fruizione e di analisi del testo letterario e la
pluralità dei legami e intrecci che si possono stabilire tra i
settori della storia letteraria, culturale e sociale, senza che un
singolo scheda interpretativo univoco possa essere mai considerato
esauriente;
- promuovere il senso storico, come apertura a
riconoscere la diversità delle esperienze umane e culturali
attraverso il tempo e lo spazio, apprezzamento della loro durata
(continuità e mutamento), attitudine a riconoscere lo spessore
storico dei fenomeni culturali presenti, sensibilità e
rispetto per i beni culturali;
- arricchire la disponibilità
ad esperienze di lettura numerose e varie.
Le finalità
dell'educazione linguistica
muovono pure da un insieme di
competenze già acquisite nel triennio iniziale su più
dimensioni (abilità di base, variabilità degli usi,
diverse prospettive testuali) e tendono a sviluppare in particolare
la capacità di produzione orale e scritta nei generi testuali
della relazione tecnica (orale e scritta), della relazione come
sintesi di conoscenze e analisi letterarie e storico-culturali, del
saggio argomentativo (anche in funzione della prova scritta di
italiano nell'esame di maturità).
Obiettivi di
apprendimento
Obiettivi generali di apprendimento
dell'educazione letteraria sono:
- l'abito alla lettura
autonoma di testi contemporanei e non;
- la padronanza di
procedimenti di storicizzazione dei testi letterari attraverso il
riconoscimento di caratteristiche formali o tematiche storicamente
connotate e la comprensione dei nessi con il contesto sociale e
culturale;
- la conoscenza di cornici storico-cronologiche per
inquadrare sommariamente i maggiori eventi letterari degli ultimi due
secoli.
Altri obiettivi, di livello intermedio, saranno enunciati
in riferimento alla tipologia dei moduli di storia letteraria
(sezione contenuti dell'educazione letteraria).
Obiettivi
di apprendimento dell'educazione linguistica sono:
- la
capacità di svolgere una relazione orale della durata di
alcuni minuti, anche sulla base di appunti su un argomento culturale
o professionale appositamente preparato;
- la padronanza
procedurale delle diverse fasi di redazione di un testo informativo o
argomentativo, dalla raccolta delle idee e informazioni alla
revisione finale;
- la padronanza delle caratteristiche e tecniche
testuali della relazione, intesa come sintesi di conoscenze acquisite
da esperienze o fonti molteplici del saggio argomentativo.
Educazione
letteraria: contenuti, indicazioni metodologiche, strumenti di
valutazione I contenuti dell'educazione letteraria hanno come
orizzonte di riferimento la storia della letteratura italiana
dall'età dell'illuminismo ai decenni più recenti. Tale
asse storico non va inteso come svolgimento di una storia della
letteratura organica e di ambizioni enciclopediche, ma come lo sfondo
su cui articolare moduli di apprendimento che facciano sperimentare
agli allievi la possibilità di percorrere l'universo
letterario secondo prospettive diverse e la costruzione di sintesi
storiche parziali e provvisorie.
In linea di massima nella classe
quarta ci si occuperà del tardo Settecento e dell'Ottocento,
nella quinta del Novecento; ma l'impostazione modulare consentirà
di attraversare variamente questa scansione cronologica.
Il piano
di lavoro sarà articolato in moduli relativamente autonomi e
intercambiabili, aggregabili in sequenze varie purché
concorrenti al conseguimento degli obiettivi generali indicati e di
quelli intermedi enunciati più sotto. Di norma in ciascuno dei
due anni scolastici saranno svolti non meno di cinque moduli.
Ciascun
modulo fa riferimento a un certo periodo storico, la cui estensione
può variare da pochi decenni all'intero arco cronologico
considerato nei due anni: è da notare che il senso della
storia letteraria e culturale si acquisisce non tanto attraverso una
sequenza cronologica uniformemente percorsa, quanto attraverso
l'accostamento di testi anche lontani nel tempo, da cui emergono
continuità e fratture, innovazioni e persistenze.
La scelta
degli autori e dei testi da leggere è lasciata alla libera
progettazione degli insegnanti e soggetta al vincolo dell'organicità
interna ai moduli prescelti. Gli autori e le opere maggiori della
letteratura italiana otto-novecentesca saranno ovviamente presenti,
ma secondo approcci e dosaggi variabili in relazione ai moduli in cui
saranno inclusi. È anche raccomandata la lettura più o
meno estesa di testi di autori stranieri: la conoscenza avanzata di
una o più lingue straniere e la collaborazione dei rispettivi
insegnanti dovrebbero consentire anche letture in lingua originale,
con o senza traduzione a fronte.
Si indica qui di seguito una
tipologia dei moduli possibili la quale non vuole avere carattere
esauriente e prescrittivo, ma suggerire la necessaria pluralità
degli approcci e dei percorsi:
a) Moduli tematici: sono
centrati sui significati che assume uno stesso tema attraverso opere
coeve o di epoche diverse, preferibilmente di generi diversi. Questo
tipo di modulo è particolarmente adatto ad orientare una parte
dello studio letterario in funzione dell'indirizzo professionale:
potranno essere tematizzati, ad esempio, gli atteggiamenti dei
letterati di fronte allo sviluppo dell'industria, le immagini
letterarie del mondo rurale, la creazione di stereotipi di figure
sociali (l'operaio, l'impiegato), i temi dell'alimentazione o della
gastronomia nell'immaginario letterario. Caratterizzano questo tipo
di modulo i seguenti obiettivi intermedi:
- storicizzare il tema,
comprendendone la funzione nell'immaginario collettivo di un'epoca;
-
comprendere le analogie e differenze tra opere tematicamente
accostabili;
- riconoscere la continuità di elementi
tematici attraverso il tempo e la loro persistenza in prodotti della
cultura recente, anche di massa.
b) Moduli storico-culturali:
puntano alla ricostruzione del quadro culturale di un epoca
attraverso una campionatura di testi e brani significativi, di
carattere sia letterario, sia culturale o documentario.Questo tipo di
modulo si presta ad essere integrato con moduli afferenti al piano di
lavoro di Storia. È caratterizzato dai seguenti obiettivi
intermedi:
- riconoscimento di modelli culturali, poetiche, luoghi
tipici dell'immaginario collettivo in una data epoca;
- conoscenza
dei centri, luoghi e soggetti dell'elaborazione culturale; a questo
proposito una particolare attenzione potrà essere dedicata a
quegli elementi che hanno contribuito a dare una fisionomia alla
propria cultura locale;
- comprensione dell'intreccio fra fattori
materiali e ideali nella storia letteraria e culturale;
-
comprensione degli elementi di continuità e mutamento nella
storia delle idee e dello spessore storico che sta dietro i dibattiti
di idee attuali.
c) Moduli su generi letterari: presentano lo
sviluppo di un genere letterario attraverso un arco storico
abbastanza ampio. L'attenzione è portata in questo caso sulla
permanenza e innovazione delle caratteristiche formali, sulla memoria
letteraria che agisce negli autori, sul rapporto tra istituzioni
letterarie e attese del pubblico. Moduli dedicati al genere romanzo o
al genere lirica, possono consentire di fornire un rapido quadro di
insieme dei principali sviluppi letterari nell'arco di uno o due
secoli. Non va trascurata la possibilità di includere, ai
margini o al centro del percorso, i generi di largo consumo o
"paraletterari", come il romanzo d'appendice, il "giallo"
o il "rosa", la canzone fino ai derivati non propriamente
letterari come il foto o il teleromanzo. Caratterizzano questo tipo
di modulo i seguenti obiettivi intermedi:
- comprendere il
rapporto tra caratteristiche di un genere e attese del pubblico;
-
riconoscere le scelte stilistiche individuali nell'ambito della
codificazione del genere;
- riconoscere persistenze e variazioni
tematiche e formali attraverso il tempo nell'ambito del genere;
-
riconoscere analogie tematiche e di funzione tra generi della
letteratura "alta" e generi della cultura di massa.
d)
Moduli centrali sul "ritratto d'autore": mirano alla
costruzione del profilo storico-critico di un autore maggiore,
attraverso la lettura di un'ampia selezione della sua opera, inclusi
esempi dei documenti biografici (epistolari, testimonianze).
Caratterizzano questo tipo di modulo i seguenti obiettivi
intermedi;
- comprendere l'intreccio dei fattori individuali e
sociali nella formazione di una personalità letteraria;
-
riconoscere le fasi evolutive nell'opera di un autore;
- porre un
rapporto fra opera e intenzioni di poetica;
- distinguere fra
profilo storico e "autoritratto ideale";
- distinguere
fra una lettura storicizzante e una lettura attualizzante
dell'autore.
e) Moduli centrati sull'incontro con un'opera:
sono basati sulla lettura di un'opera integrale o di una sua
selezione abbastanza ampia da darne un'idea complessiva. In questo
caso l'accento non viene posto tanto sulla personalità
dell'autore quanto sull'oggetto libro. Caratterizzano questo tipo di
modulo i seguenti obiettivi intermedi:
- incrementare il piacere
della lettura;
- rendersi conto del testo nella sua struttura
complessiva e consistenza materiale;
- applicare analisi
tematiche, stilistiche, narratologiche;
- saper formulare un
giudizio motivato in base al gusto personale o a un'interpretazione
storico-critica.
In ciascun anno dovrà essere svolto un
modulo del tipo a) orientato all'indirizzo professionale; è
opportuno che la scelta degli altri sia improntata al criterio della
maggiore varietà tipologica possibile.
Indicazioni
metodologiche
Il materiale per ogni modulo comprenderà:
-
una lista di obiettivi specifici di conoscenze e abilità;
-
una serie di testi opportunamente "montati" in funzione
delle "scoperte" da compiere;
- suggerimenti per le
operazioni da compiere sui testi, includenti tracce per una
discussione guidata, questionari e griglie di analisi da usare anche
per una valutazione formativa "in itinere";
-
suggerimenti sulla forma da dare alla sintesi finale, sistemazione
delle conoscenze e interpretazioni acquisite;
- indicazioni per
una prova di verifica sommativa.
Il metodo di lavoro avrà
come punto di partenza la lettura e interpretazione di testi: testi e
brani letterari, documenti, eventuali brevi brani storico-critici. La
lettura sarà occasione di discussione e confronto di ipotesi
interpretative. I concetti generali emergeranno come sintesi, guidata
dall'insegnante, del materiale letto e analizzato.
L'uso dei
testi, manualistici sarà limitato a consultazioni occasionali,
oppure fornirà riscontri e integrazioni a quanto già
elaborato sui testi originali.
Le attività didattiche
saranno variate in funzione delle fasi di lavoro e delle opportunità
offerte da ogni argomento, avendo di mira in primo luogo di evitare
la monotonia: lettura e discussione in classe, lettura individuale
eventualmente guidata da questionari e griglie, lavori di gruppo,
senza escludere la lezione frontale, intesa soprattutto come
introduzione e sollecitazione ed interesse alla lettura, integrazione
e raccordo informativo, aiuto a costruire una sintesi conclusiva del
modulo.
Strumenti di valutazione
Durante lo
svolgimento di un modulo, l'insegnante curerà di verificare
passo passo l'acquisizione da parte degli studenti degli obiettivi di
abilità e conoscenze previsti e la graduale sistemazione degli
elementi interpretativi (valutazione formativa).
Al termine di
ogni modulo sarà attuata una valutazione formativa, la quale
può assumere forme diverse: dalla tradizionale interrogazione
(che dovrà essere impostata secondo un modello omogeneo quanto
a numero e tipo dei quesiti per tutti gli studenti), ai questionari
scritti, alla relazione di sintesi in forma schematica o discorsiva;
particolarmente efficaci possono risultare le prove che richiedono di
applicare le analisi e interpretazioni acquisite a testi nuovi per lo
studente.
È bene ricordare che il tipo di prova usato per
la valutazione formativa dovrà essere già noto agli
studenti e sperimentato in precedenti occasioni.
Educazione
linguistica: contenuti, indicazioni metodologiche, strumenti di
valutazione I contenuti dell'educazione linguistica sono le attività
direttamente connesse agli obiettivi di apprendimento sopraindicati.
Almeno un modulo di apprendimento dovrà essere dedicato
all'acquisizione teorico-pratica delle procedure di redazione di un
testo informativo o argomentativo. Per l'esercizio della relazione
orale e scritta, oltre a utilizzare le occasioni offerte dalle
proprie discipline, l'insegnante progetterà brevi moduli in
collaborazione con gli insegnanti delle materie di indirizzo
professionale.
Per quanto riguarda il tema-saggio previsto dalle
prove di maturità ma non centrale nei programmi dei trienni di
qualifica professionale, il biennio post-qualifica può essere
considerato sufficiente per un addestramento adeguato, che metta a
frutto le varie pratiche di scrittura coltivate nell'arco del
quinquennio. Il saggio argomentativo è infatti un testo
complesso, a cui contribuiscono competenze di scrittura diverse,
dalla capacità di stendere appunti e tracce preparatorie a
quella di redigere paragrafi chiaramente impostati, a quella di usare
adeguati mezzi di coesione testuale e di dare coerenza complessiva al
testo. Possono dunque essere considerate anche come esercizi
preparatori tutte le pratiche di scrittura connesse alle diverse
materie, incluso lo studio letterario: questionari scritti, redazione
di appunti da lezioni orali, relazioni, analisi strutturate. Come
sintesi di tutto questo, una serie di appositi interventi didattici
richiamerà l'attenzione sulle caratteristiche strutturali del
testo argomentativo.
Criteri di valutazione La valutazione
formativa richiede che l'insegnante intervenga con correzioni e
suggerimenti su ogni produzione scritta (anche breve, occasionale,
funzionale) richiesta agli allievi e su almeno alcune produzioni
orali di carattere più formale e progettato.
Quando tali
produzioni sono usate come prove di valutazione disciplinare
(relazioni, questionari), è opportuno che la valutazione della
prestazione linguistica sia distinta da quella relativa ai contenuti
disciplinari. I criteri di valutazione dovranno essere analitici e
resi noti agli studenti, in modo da renderli consapevoli delle
proprie difficoltà e dei progressi compiuti. Su questa base si
potrà anche favorire l'autovalutazione e la valutazione
reciproca tra gli allievi, che favorisce l'attenzione alle proprie
prestazioni e quindi il progresso nelle competenze e può
consentire economie di temi di lavoro.
La valutazione sommativa
verterà ovviamente su prove appositamente predisposte, che in
parte potranno coincidere con quelle richieste al termine dei moduli
di storia letteraria, di storia o di altre discipline; il tipo di
consegna si avvicinerà progressivamente a quello delle prove
di esame di maturità. La valutazione dovrà avvenire
sulla base di griglie analitiche che specifichino la qualità
della prestazione ai vari livelli di competenza, da quelli comuni ad
ogni tipo di testo (ad es. correttezza ortografica e morfosintattica,
adeguatezza del lessico, coesione testuale) a quelle specifiche del
tipo di testo richiesto volta a volta (ad es. uso adeguato di un
lessico settoriale, impostazione tecnica o correttiva del discorso,
rispetto della consegna) l'uso di una griglia analitica può
ridurre la grande variabilità che si riscontra comunemente
nelle valutazioni delle prove scritte.