PROGRAMMA DI STORIA PER I PRIMI DUE ANNI DEL TRIENNIO DI QUALIFICA DEGLI
ISTITUTI PROFESSIONALI
FINALITÀ SPECIFICHE
L'insegnamento di Storia è finalizzato a promuovere e a sviluppare:
1. la capacità di recuperare la memoria del passato in quanto tale;
2. la capacità di orientarsi nella complessità del presente;
3. l'apertura verso le problematiche della pacifica convivenza tra i popoli
della solidarietà e del rispetto reciproco;
4. l'ampliamento del proprio orizzonte culturale attraverso la conoscenza
di culture diverse;
5. la capacità di riflettere, alla luce dell'esperienza acquisita con lo
studio di società del passato, sulla trama di relazioni sociali,
politiche, ecc., nella quale si è inseriti;
6. la capacità di razionalizzare il senso del tempo e dello spazio;
7. la consapevolezza della necessità di selezionare e valutare
criticamente le testimonianze.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO E CONTENUTI
Obiettivi di apprendimento
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere:
1. esporre in forma chiara e coerente fatti e problemi relativi agli eventi
storici studiati;
2. usare con proprietà alcuni fondamentali termini e concetti propri del
linguaggio storiografico (ad esempio, cambiamento, cesura, ciclo, congiuntura,
continuità, decadenza, progresso, restaurazione, rivoluzione,
sottosviluppo,
sviluppo);
3. distinguere i molteplici aspetti di un evento e l'incidenza in esso dei
diversi soggetti storici (individui, gruppi sociali ecc.);
4. interpretare e valutare, in casi semplici, le testimonianze utilizzate,
distinguere in esse fatti, ragioni, opinioni e pregiudizi, individuare
inconsistenze e incoerenze ecc.;
5. confrontare, in casi semplici, le differenti interpretazioni che gli storici
danno di un medesimo fatto o fenomeno, in riferimento anche alle fonti usate;
6. ricostruire le concessioni sincroniche e gli sviluppi diacronici riferiti ad
un determinato problema storico studiato.
Storia contemporanea
(1)
Primo anno
1. L'EREDITÀ DEL SECOLO XVIII E DELLE RIVOLUZIONI
a) Modificazioni nelle strutture demografiche e produttive.
b) Impatto delle rivoluzioni industriale inglese, americana e francese sulle
relazioni fra gli stati e sul rapporto cittadini-istituzioni.
2. 1815-1870.
a) DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
- L'assetto politico internazionale stabilito a Vienna e le sue crisi in
rapporto alle vicende di politica interna e alle dinamiche economiche dei
singoli stati.
- Trasformazioni della carta geopolitica europea ed extraeuropea: affermazione
dei liberali in Francia e in Inghilterra e crisi della Santa Alleanza.
Indipendenza dell'America Latina. La formazione degli stati nazionali, con
particolare riguardo all'Italia e alla Germania, nelle dinamiche dei rapporti
internazionali. Gli imperi coloniali britannico, francese e russo in Africa e
in Asia. Gli Stati Uniti: la frontiera e la conquista dell'ovest.
b) DINAMICHE POLITICHE INTERNE
- Modelli di stato, trasformazioni istituzionali e amministrative,
partecipazione politica, forme di rappresentanza.
- Correnti ideali e movimenti politici.
- Istruzione, stampa e opinione pubblica.
- Correnti politico culturali in Italia dagli inizi del Risorgimento al governo
della Destra Storica. I problemi dello stato unitario: rapporto
Stato-Chiesa, le scelte costituzionali, amministrative, economiche e le loro
conseguenze.
c) DINAMICHE ECONOMICHE
- L'industrializzazione: consolidamento in Inghilterra e sua diffusione in
alcuni paesi occidentali. Nuovi mezzi di trasporto e nuove rotte. Graduale
unificazione del mercato mondiale e centralità inglese.
- Conseguenze socio-economiche e ambientali della prima rivoluzione
industriale: sviluppo e sottosviluppo come problemi interni agli stati e come
elemento di differenziazione fra stati diversi. Questione sociale. Urbanesimo e
trasformazioni dell'organizzazione del territorio.
- Conseguenze socio-politiche della prima rivoluzione industriale: i nuovi
soggetti storici (imprenditori e proletariato industriale). Il movimento
operaio.
3. 1870-1914.
a) DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
- Il concetto di imperialismo e le sue interpretazioni.
- Gli imperi coloniali e le nuove modificazioni della carta geopolitica
mondiale. Origine del Commonwealth britannico. Crisi dell'impero ottomano.
- Conseguenze dell'imperialismo nelle relazioni internazionali delle grandi
potenze europee: l'affermarsi dei nazionalismi. Alleanze e loro modificazioni
in conseguenza dell'acuirsi delle tensioni politiche internazionali.
- Reazioni all'egemonia europea nei paesi extraeuropei, in particolare in Cina
e in Giappone.
- L'Italia: la politica estera; la politica coloniale.
b) DINAMICHE ECONOMICHE
- La "Grande depressione"; la seconda rivoluzione industriale; le modificazioni
nell'agricoltura.
- Le conseguenze socio-economiche: il protezionismo; la conquista dei nuovi
mercati e l'imperialismo; l'incremento demografico; le grandi migrazioni
internazionali; sviluppo e sottosviluppo nell'età della II rivoluzione
industriale.
- Interazioni tra economia e fenomeni socio-culturali: scienza e tecnica;
istruzione e sviluppo.
- L'industrializzazione in Italia e le sue conseguenze: la questione
meridionale; la crisi agraria; l'emigrazione.
c) DINAMICHE POLITICHE INTERNE
- Nuove forme di pressione e rivendicazione dei diritti sociali: sviluppo dei
sindacati e di altri movimenti (per es., il femminismo); nascita dei partiti di
massa; intervento delle chiese nella vita sociale e politica.
- Conseguente modifica del rapporto stato-cittadini nei vari stati europei:
l'allargamento del suffragio; l'intervento in campo socio-assistenziale.
- Movimenti di opinione e affermazione di nuove ideologie politiche:
l'internazionalismo socialista; il nuovo nazionalismo; origini del razzismo.
- Modificazioni nella mentalità e nella cultura: affermazione e crisi
dell'idea di "progresso".
- Movimenti, correnti politico-culturali, forme di pressione e istituzioni in
Italia fra il governo della Sinistra storica e la prima guerra mondiale.
4. 1914-1918: LA PRIMA GUERRA MONDIALE
- Cause remote e prossime. Gli schieramenti di partenza.
- Fasi essenziali del conflitto. La svolta provocata dall'intervento degli
Stati Uniti e dalla rivoluzione russa. Esito della guerra.
- L'Italia dalla neutralità alla guerra.
- Novità della I guerra mondiale: carattere mondiale e di massa; le nuove
tecnologie; espansione dell'intervento dello stato nei confronti dell'economia
e della società.
Secondo anno
1. 1918-1939.
a) DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
- La conferenza per la pace del 1918 e i progetti di un nuovo ordine
internazionale. I 14 punti di Wilson. La Società delle Nazioni.
- I trattati di pace e i problemi aperti. Spinta alla revisione dei trattati
nei paesi vinti.
- La sconfitta di Wilson e l'isolazionismo americano. La svolta degli anni 30.
Il fascismo come fenomeno internazionale. Le origini della seconda guerra
mondiale.
b) DINAMICHE POLITICHE INTERNE
- Crisi del dopoguerra: incidenza del modello sovietico sui movimenti operai
nei vari paesi; tensioni sociali, tentativi rivoluzionari e loro sconfitta.
L'emergere di ideologie e movimenti controrivoluzionari.
- Crisi del dopoguerra in Italia: movimenti sociali, partiti politici; crisi
dello stato liberale. Il fascismo da movimento a partito, a regime.
- Sistemi democratici e sistemi totalitari. La Germania dalla Repubblica di
Weimar al nazismo. La Russia dalla NEP allo stalinismo.
- L'organizzazione del consenso nella società di massa.
- L'atteggiamento verso il dissenso: i mass-media; tolleranza,
discriminazione, persecuzione delle opposizioni e delle minoranze etniche;
i campi di concentramento sovietici; i lager nazisti.
c) DINAMICHE ECONOMICHE
-Nuove forme di interdipendenza economica: crisi e ripresa post-bellica.
Crisi del 1929 e sua diffusione internazionale. Alcune "risposte" alla crisi.
Il New
Deal americano. Le socialdemocrazie scandinave.
- La Russia post rivoluzionaria: dal "Comunismo di guerra" ai piani
quinquennali: collettivizzazione dell'agricoltura e sviluppo dell'industria
pesante.
- L'economia italiana.
2. 1939-1945: LA SECONDA GUERRA MONDIALE
- Cause remote e prossime.
- Gli schieramenti iniziali e le loro modificazioni, fatti essenziali ed esito
finale. Costo umano ed economico della guerra.
- Carattere di novità della II guerra mondiale: estensione mondiale della
guerra. Il coinvolgimento delle popolazioni civili. Le ideologie in conflitto.
Esasperazione dell'ideologia razzista: l'olocausto. La resistenza come fenomeno
internazionale. Uso bellico dell'energia nucleare.
- Modificazioni nella politica interna degli stati: aumento del potere
dell'esecutivo anche nei paesi democratici. La censura; l'uso della propaganda
e dei mass-media.
- Espansione dell'intervento pubblico sull'economia per lo sforzo bellico.
- I rapporti fra i paesi alleati durante il conflitto. I progetti per il
dopoguerra: la Carta Atlantica; la nascita dell'ONU; le conferenze di Yalta e
di Potsdam.
- L'Italia in guerra. L'antifascismo e la crisi del fascismo. La resistenza. Le
vicende italiane fra il 1943 e la fine del conflitto.
3. 1945-1989.
a) DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
- La nuova carta geopolitica d'Europa. La decolonizzazione.
- Conseguenze politiche dell'energia atomica. Il nuovo assetto della politica
internazionale. Il bipolarismo e l'equilibrio del terrore.
- Crisi regionali e loro riflessi nei rapporti fra le grandi potenze: la
nascita dello stato di Israele e la questione palestinese, la Corea; il
Vietnam; l'Afghanistan.
- Nuovi poli di aggregazione internazionale: il processo dell'unificazione
europea; il movimento dei paesi non allineati; la lega araba.
- La svolta del 1989 e la fine del bipolarismo.
b) DINAMICHE ECONOMICHE
- Le grandi trasformazioni nell'agricoltura, nell'industria e nel settore
terziario. Scienza e nuove tecnologie. Le conquiste spaziali. Interdipendenza
planetaria delle economie nazionali.
- Modelli di economia: economie di mercato, pianificate e miste.
- Ripresa economica europea: la ricostruzione e il piano Marshall; le fasi di
espansione prima e dopo la crisi petrolifera.
- Fasi e caratteristiche dello sviluppo italiano.
- Lo sviluppo del Giappone e di altri paesi dell'Asia orientale.
- Organizzazioni economiche internazionali e sovranazionali di iniziativa
governativa (CEE, OPEC, COMECON) e privata (le multinazionali).
- Sviluppo e sottosviluppo: neocapitalismo e neocolonialismo, terzo e quarto
mondo, nuove grandi migrazioni internazionali.
- Il problema della gestione delle risorse mondiali: questione ambientale,
esplosione demografica e limiti dello sviluppo.
c) DINAMICHE POLITICHE INTERNE
- I grandi modelli politico ideologici (Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia,
Cina) con particolare riferimento alle forme di rappresentanza e di
organizzazione del consenso, alla politica socio-assistenziale e alle
forme di integrazione etnica.
- Azione dei grandi modelli sulle vicende di almeno un paese appartenente alle
diverse aree di influenza: democrazie occidentali, democrazie popolari,
repubbliche latino-americane, nuovi stati del terzo mondo.
- Le religioni di fronte ai processi di modernizzazione: il Concilio Vaticano
II; il risveglio islamico. I fondamentalismi religiosi.
- Società di massa, nuovi consumi, mass media. I nuovi soggetti storico
sociali: ecologisti, pacifisti, federalisti, donne, giovani.
- L'Italia nel II dopoguerra: la Repubblica; la nuova Costituzione; correnti
politiche e d'opinione, movimenti e governi.
NOTA
(1)
I. Il programma di storia contemporanea, predisposto per i corsi non
quinquennali, individua le radici che alcuni dei massimi problemi del mondo
attuale hanno nella storia degli ultimi due secoli. Gli argomenti riguardano
diversi ambiti spaziali (nazionali, sovranazionali, planetari), nella ricerca
di un equilibrio fra l'esigenza di sottolineare il carattere di crescente
planetarizzazione proprio della storia contemporanea e l'esigenza di
salvaguardare un'informazione appropriata soprattutto sulla storia italiana,
con particolare riguardo agli aspetti politico-istituzionali.
II. Il programma è suddiviso in punti, sottopunti e temi.
III. Il primo punto del primo anno recupera il quadro informativo sulle grandi
trasformazioni che concludono la storia moderna e aprono la contemporanea. I
punti successivi, corrispondenti ai periodi nei quali si suole suddividere la
storia contemporanea (1815-1870; 1870-1914; 1918-1939;
1945-1989) sono
articolati in sottopunti che rispecchiano tre aspetti fondamentali dello
sviluppo storico complessivo (dinamiche di politica internazionale, dinamiche
di politica interna, dinamiche economiche). Entrambi gli anni prevedono un
punto, relativo a ciascuna delle due guerre mondiali, nel quale invece i tre
aspetti sono affrontati contestualmente. Ciò consente di vedere in essi
l'esito
di processi precedenti ad un tempo economici, politici, sociali e culturali e
la svolta che produce conseguenze di non breve durata in tutti i campi su
accennati. All'interno dei diversi punti sono elencati, con lettere
dell'alfabeto, i temi ritenuti essenziali alla loro illustrazione, che
ovviamente possono essere svolti a livelli di approfondimento molto vario.
Spetta al docente scegliere i temi da presentare a titolo di semplice
informazione e i temi da approfondire. Si può privilegiare uno dei tre
aspetti,
senza tuttavia trascurare gli altri, oppure intrecciare i sottopunti relativi
ad un periodo più limitato secondo il modello proposto per le due guerre
mondiali.
INDICAZIONI SPECIFICHE
La presentazione dei tratti salienti delle culture e delle civiltà che
nel tempo si sono susseguite o nel tempo sono coesistite e coesistono consente
allo
studente di arrivare a riconoscerne e ad apprezzarne correttamente caratteri e
valori, sapendo cogliere differenze e analogie che intercorrono tra di esse. Lo
studente può essere portato a rendersi conto del fatto che lo studio
della storia, non importa quanto remota, ben lungi dal comportare il rischio di
una
fuga dal presente, offre sussidi utili per una corretta lettura di esso, se non
altro nel senso di predisporre ad accettare il diverso. È anche
opportuno far
capire che il privilegio accordato alla civiltà classica nella storia
del mondo antico e alla civiltà europea nella storia contemporanea non
hanno alcun
sottinteso etnocentrico, ma mirano a consentire il riconoscimento della cultura
di appartenenza come fatto prezioso di memoria collettiva, meglio evidenziato
proprio dal confronto con culture diverse nel tempo e nello spazio.
Il confronto fra miti, leggende, diari, memorie ecc. da un lato e ricostruzioni
storiche dall'altro, è importante per far capire che il carattere
specificodella conoscenza storica risiede nel fatto di essere fondata
sull'esame critico
delle testimonianze. Bisogna distinguere il "racconto storico" dalle altre
forme di narrazione, la cui attendibilità non è riscontrabile
sulle fonti. È altresì necessario distinguere nella trattazione
di un fatto storico ben
circoscritto il momento dell'accertamento dell'accaduto, il punto di vista
dello storico narratore e le argomentazioni di cui questo si vale per
coonestare la propria ricostruzione.
Attraverso il confronto tra le diverse ricostruzioni di uno stesso fatto si
può
condurre lo studente a comprendere che tale diversità è
riconducibile non solo
ai differenti orientamenti metodologici culturali e ideali o, più
semplicemente, alle propensioni soggettive, spesso storicamente datate, degli
storici, ma che in più casi essa riflette anche un ampliamento ed un
approfondimento oggettivi delle conoscenze in materia. Perciò la
possibile
compresenza di diverse e spesso anche contraddittorie interpretazioni dello
stesso fatto non è frutto di arbitrarietà, ma rispecchia la
difficoltà insita
nell'esercizio del "mestiere storico" e non giustifica quindi l'insorgere di un
atteggiamento di scetticismo nei confronti della possibilità di
conoscere il
passato anche più lontano e meno documentato e il passato anche
più recente per il quale la documentazione diventa disponibile solo col
trascorrere degli anni.
Allo studente vanno presentate le ragioni che possono motivare la
diversità delle opinioni fra gli storici. Esse sono da cercare sia nella
varietà
degli orientamenti metodologici culturali e ideali sia nel diverso peso che
viene
attribuito, a seconda dei casi, all'una o all'altra categoria di testimonianze
(ad esempio, alle testimonianze archeologiche rispetto a quelle linguistiche,
nella ricostruzione dei grandi movimenti migratori dell'antichità o, per
la storia contemporanea, ai documenti riservati rispetto alla pubblicistica).
Nella presentazione degli snodi fondamentali della storia (ad esempio, per
quanto riguarda la storia antica e altomedievale, l'espansione di Roma in
Occidente e in Oriente, o l'espansione arabo-musulmana nel bacino del
Mediterraneo: per la storia contemporanea la formazione degli imperi coloniali
o l'avvento dell'era nucleare) è necessario distinguere i diversi aspetti
(politici, sociali, culturali, economici, religiosi, ambientali ecc.) di un
evento storico complesso e le relazioni che intercorrono fra essi. Va messa in
evidenza la diversa incidenza e l'interazione di distinti soggetti storici
(gruppi sociali, singoli individui, etnie, nazioni, stati) nello svolgersi di
avvenimenti di grande importanza, anche utilizzando risultati e concetti
derivati da altre scienze sociali, in particolare la geografia, il diritto e
l'economia.
Il linguaggio dello storiografia attinge largamente e più di altre
discipline
al linguaggio comune, ma alcuni termini che esso usa (continuità, cesura,
decadenza ecc.) hanno un significato tecnico specifico. Di questo linguaggio,
che comprende concetti, espressioni, descrizioni di mutamenti storici
attraverso modelli (ad esempio, continuità/cesura,
rivoluzione/restaurazione,
decadenza/progresso, ciclo/congiuntura) lo studente deve essere guidato a
servirsi in modo corretto. Può risultare utile a tale scopo valorizzare
l'interrogazione, il dialogo, il confronto e la discussione in gruppo.
Un punto importante dello studio della storia va certamente individuato nel
saper cogliere le relazioni che intercorrono fra i diversi fenomeni storici e i
tempi più o meno lunghi (lunga, media, breve durata) in cui sono
osservati. A
questo proposito si può far notare che la cronologia utilizzata per la
storia
politica non si adatta di per sé a tutti gli altri aspetti della vicenda
umana
(ad esempio, per la storia antica, la cronologia che scandisce le
trasformazioni culturali avvenute in età preistorica è a maglie
molto più
larghe di quella che registra la successione delle varie civiltà
protostoriche
del vicino Oriente, e la cronologia di queste ultime è molto più
approssimativa
di quella della guerra del Peloponneso) e che queste differenze non dipendono
solo dallo stato delle fonti, ma anche dalla natura dei fatti studiati e dalla
velocità maggiore o minore con cui avvengono i cambiamenti nei
differenti campi
(ad esempio, per la storia contemporanea, mentre la prima rivoluzione
industriale si è estesa ai vari paesi europei in tempi diversi, i moti
del '48
hanno interessato vari paesi a distanza di giorni o di settimane).
Analogamente, un altro punto importante va individuato nel saper cogliere le
relazioni che intercorrono tra i diversi fenomeni storici e gli spazi
più o
meno estesi (ambito locale, regionale, continentale) in cui sono analizzati.
Per rendere evidente questa connessione è vantaggioso servirsi di sussidi
cartografici, ricorrendo caso per caso a scale rappresentative diverse.