Giorgio de Chirico scrittore
INDICE


PREFAZIONE
1. AUTORITRATTO DELL'ARTISTA DA GIOVANE
2. NOI METAFISICI...
3. UN FLORENTINUS A PARIGI
4. MELANCONIA, STIMMUNG, OCEANITÀ
5. EBDÒMERO: IL GENIO DEL PITTORE
    5.1  Digressione, monodramma, nonsense
    5.2  Apollineo-dionisiaco, malinconia, oceanità
    5.3  Ri-citazioni (intertesto e stereotipo)
6. EBDÒMERO: LE RISCRITTURE
7. EPILOGO: L'ECO DELL'EBDÒMERO
BIBLIOGRAFIA
-   Opere letterarie edite in volume
-   Elenco completo dei testi letterari
-   Bibliografia critica
-   Altre opere citate nel presente saggio
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abstract dal capitolo 3:

3. UN FLORENTINUS A PARIGI

     Ben diverso il panorama culturale d'oltralpe, libero da inutili quanto dannose preoccupazioni nazionali.
Con il Rêve , 1 pubblicato a Parigi nel primo numero de «La Révolution Surréaliste», il pictor optimus si accinge a sperimentare la cosiddetta «scrittura automatica». Un tributo letterario che tuttavia non implica minimamente un coinvolgimento freudiano di De Chirico. 2 Parimenti, dal sogno surrealista è disinvestita ogni valenza apollinea. L'onirismo di questa prosa si risolve nei consueti motivi dechirichiani sopra cui domina quello paterno; l'immagine 'oracolare' (ritornante) del padre ricorre in alcune insigni metafisiche quali Le cerveau de l'enfant (1914) e I vaticinatori . L'incipit «Envain je lutte avec l'homme aux yeux louches et très doux» è una chiara allusione al nietzschiano Canto della melanconia : 3
...il mio malvagio spirito d'inganno e di magia mi assale, il mio diavolo melanconico, - che è l'avversario per eccellenza di Zarathustra [...] invano lotto con questo spirito malvagio.
Lo spirito del padre, l'ingegner Evaristo De Chirico, non possiede la potenza oscura e antropofagica di Krónos ma quella benefica del Saturno latino. Il riferimento mitologico è obbligatorio ed aperto ad una doppia interpretazione: nella deità melanconica per eccellenza, da sempre identificantesi in Saturno e nella figura originaria di Krónos padre dell'illustre progenie che abita cieli e abissi. Il pictor opera dunque un ricongiungimento alla propria infanzia olimpica: Georgius è non solo il viandante Odisseo bensì, quale figlio di Saturno, assume nientedimeno che le sembianze di Zeus. O meglio Zeuxis, pittore girovago del V secolo a.C. che incarna, nell'attitudine vagabonda del re d'Itaca e nel nome della divinità celeste, la propensione mitografica del dechirichiano viaggiatore - demiurgo: 4
Aperti i varchi nelle palancate idiote che rinserravano i diversi gruppi belanti o mugghianti, i nuovi Zeusi partono soli alla scoperta delle curiosità che s'annidano come talpe su per tutta la crosta del globo terracqueo.
     Il secondo tempo del Rêve segna la rinuncia dell'autore alla lotta con il padre: «La lutte se termine par mon abandon; je renonce». E corrisponde al passo che segue, sempre nel Canto della melanconia ; questa fase della dionisiaca rapsodia vede il sublilme cantore cedere all'impeto demoniaco del suo alter-ego: Ma già egli mi assale e mi soggioga, questo spirito della melanconia, questo demonio del crepuscolo. 5 Ancora una Stimmung nietzschiana.


1. Rêve , ora ne Il meccanismo del pensiero , cit., p.259.
2. Valga la seguente affermazione a definire la sua totale estraneità alla psicanalisi: «La considero una scienza indiscreta e maligna che ha molte affinità con il pettegolezzo.» (cit.in L.Spagnoli Lunga vita di Giorgio De Chirico , Longanesi, Milano 1971, p.54).
3. F.Nietzsche, Zarathustra , pp. 360-361.
4. Zeusi l'esploratore , cit.
5. F.Nietzsche, ibid .

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