In seguito alle migrazioni doriche, già fin dal XIII sec. città greche del calibro di Tirinto, Micene e Corinto si dotano di fortificazioni supplementari alla tradizionale cinta muraria. Le orde di invasori dorici si spingono fin nel Peloponneso, grazie alla loro superiorità militare (cavalleria), determinando la progressiva decadenza della civiltà micenea.
I Dori, di stirpe indoeuropea, si stanziano a Corcira, Leucade, Peloponneso sud-est, Creta, Rodi e nella Doride anatolica. Gli Achei-Eoli si assestano a nord-ovest: Tessaglia, Etolia, Beozia, Arcadia, isole ioniche (Cefalonia, Zacinto), Lesbo e l'Eolide. Gli Ioni in Attica, Eubea le Cicladi e le Sporadi, la penisola calcidica e la Tracia, Samo, Chio e la Ionia. Si afferma la tradizionale doppia natura dello spirito greco che contrappone l'integrità marziale dei costumi dorici alla raffinatezza intellettuale della civiltà ionica.
Venute meno le istituzioni monarchiche, venuta meno la scrittura, rase al suolo le architetture palatine, assumono dignità politica organismi basici quali famiglie, fratrie, tribù. Lo spontaneismo di questi organismi tende verso aggregazioni orizzontali e antimonarchiche, che sarebbero alla base della tradizionale democrazia greca. Espressione di questi gruppi di potere gentilizio (aristocrazie) è la figura del basiléus , che governa la pólis , dapprima come un monarca miceneo, poi collegialmente.
Pólis  : gli elementi che ne caratterizzano il modello sociale sono essenzialmente i seguenti:
  1. sviluppo demografico : raddoppio della popolazione, nel giro di pochi decenni, già dalla metà del sec. VIII
  2. l'introduzione dell'alfabeto : introduzione della scrittura fenicia con la trasformazione in vocali (assenti nel sistema fenicio) di alcune consonanti superflue
  3. legislazione scritta : le tensioni sociali, le lotte di potere, la crisi dei ceti nobiliari, portano a fissare l'ordinamento giuridico in un sistema di norme scritte
  4. l'architettura monumentale (rapporto tra mito e società)
  5. riforma dell'esercito : la falange oplitica è costituita da soldati armati pesantemente e dotati di un ampio scudo ; la loro forza d'impatto si basa sulla compattezza del collettivo più che sull'eroismo individuale. La coesione strategica si riflette su quella sociale e, conseguentemente, sulla nascita di un ristretto ceto dominante di guerrieri che, secondo alcuni autori, coincide con l'aristocrazia latifondista (áristoi = migliori).
  6. crisi della piccola proprietà fondiaria : nel corso del VII sec. alle tradizionali colture cerealicole si sostituiscono le produzioni arbustive (olivo, vite, fico), che richiedono ingenti investimenti iniziali – a copertura della iniziale produttività zero di queste "piante del benessere". L'importazione dei cereali dalla Magna Grecia e dall'Anatolia mette fuori mercato l'agricoltura interna : i contadini sono sovente costretti a indebitarsi fino a divenire mezzadri, retribuiti con 1/6 del raccolto, o a ridursi in schiavitù per debiti.
  7. l'affermazione del ceto mercantile e di quello dei tecnici (demiurghi) : con la caduta di Sidone e Tiro (VII-VI sec.) i mercanti greci consolidano la loro egemonia su tutto il Mediterraneo, sviluppando i traffici di materie prime e prodotti finiti, favorendo dunque l'attività manifatturiera e il progresso tecnologico (ingegneria navale).
La pólis e il logos sono [...] il risultato di una misura che nasce dalla "doppiezza della costa" dal rapporto terra/mare in cui lo "sfondamento dell'orizzonte" evita che il pensiero si fissi in un immobilismo totalitario (in senso, sl tempo stesso, politico e filosofico). [Benfante "Linea d'ombra" 119, 1996]
Atene  : secondo la tradizione la città dell'Attica è il risultato di un sinecismo (riunione di più comunità) voluto dal re Teseo ; è interamente Ionica, in quanto non interessata dalle invasioni doriche, e praticamente isolata fino all'ottavo secolo. È governata da arconti ( eponimo, basiléus, polemarco ), eletti annualmente nello stesso gruppo oligarchico ( olígoi = pochi), affiancati da un senato giudiziario ( Aeròpago ), dove confluiscono gli stessi arconti scaduti. Ai margini del potere si colloca, dalla costituzione di Solone, l' ekklesía , l'assemblea popolare e l' eliea , tribunale popolare in cui si denunciavano illeciti commessi nei confronti della collettività. Restano in ogni caso privi di diritti politici gli stranieri (meteci), gli schiavi e le donne.
  1. Dracone (625 ca.) è il legislatore che, introducendo l'ordinamento scritto, sottrasse le sanzioni penali alle faide familiari (draconiano = severo).
  2. Solone, arconte nel 594, vara una serie di riforme volte a risolvere i gravi conflitti derivanti dal divario esistente tra le classi sociali :
    1. riforma agraria - abolizione della schiavitù per debiti ; elargizione di terre e finanziamenti atti all'adeguamento delle colture ;
    2. riforma mercantile - conio di monete ateniesi e introduzione dell'unità di misura ;
    3. costituzione timocratica - organizzazione della società in quattro gruppi, distinti in ordine ai propri redditi ( timé ) : oltre i 500, 300, 150 e sotto ai 150 medimni)
  3. Cilone (VII sec.), il primo tiranno, fallisce il tentativo di assumere i pieni poteri, sembra con il consenso del démos .
  4. Pisistrato (560 ca) occupa l'Acropoli e assume i pieni poteri di fatto, ma non muta l'aspetto istituzionale vigente. Appoggiato dai contadini dell'Eubea e forte dei suoi successi militari come polemarco , cercò di capitalizzare la sua popolarità demagogicamente e in senso antiaristocratico, da un lato arricchendo di opere pubbliche Atene, dall'altro imponendo una tutt'altro che popolare tassa sul grano. In politica estera rafforzò le alleanze con le potenze dell'Egeo (Naxos, Delo, la Lidia, Samo e la Macedonia). Potenziò la flotta, ché la vocazione ateniese era ineluttabilmente marinara anzi talassocratica (thálassa = mare, krátos = potere) ; e tale espansionismo serviva a smussare nondimeno l'ostilità delle fazioni dei mercanti e dei latifondisti. A Pisistrato succede il figlio
  5. Ippia (mentre l'altro figlio, Ipparco, viene assassinato da Armodio e Aristogitone), il quale soccombe presto a una delle fazioni più potenti, quella dei mercanti e armatori Alcmeonidi rappresentati da
  6. Clístene, dapprima appoggiato, in seguito osteggiato da Sparta che gli contrappone Iságora, più vicino agli interessi spartani (gli armatori ateniesi non potevano difatti essere alleati dei Lacedemoni). Grazie all'appoggio interno Clístene riesce ad affermarsi sull'avversario e a consolidare le istituzioni ateniesi attraverso una profonda riforma territoriale e istituzionale volta alla frammentazione del potere e alla limitazione dei privilegi di cui godevano gli aristocratici :
    1. divisione dell'Attica in tre zone (in quanto a ciascun territorio dapprima corrispondevano altrettanti gruppi gentilizi), costa, pianura e area dei monti ; assegnazione casuale a ciascuna delle dieci tribù di un distretto ( tríttia suddivisa ancora in demi ) in ognuna delle tre zone ;
    2. rappresentanza delle tribù nell'esercito (dieci reggimenti), nella giustizia (dieci giudici popolari), nella boulè (dieci sezioni)
Sparta  : città per metà dorica, per metà achea, controllava gran parte del Peloponneso (esclusa l'Argolide e Tegea in Arcadia) dopo un secolo di guerre contro Messenia, assicurandosi il controllo diretto su tutto il Peloponneso meridionale (VIII-VII secc.).
  1. Il governo era detenuto da una coppia di re, appartenenti alle due famiglie più importanti (una dorica l'altra achea), controllati da cinque commissari ( èfori ). Un senato di trenta aristocratici ( gherusía ) deteneva il potere legislativo e quello giudiziario, mentre l' apélla comprendeva tutti gli spartiati , cioè i cittadini-soldato. Privi di diritti politici e in condizione di servitù della gleba erano gli iloti , un gradino appena prima degli schiavi veri e propri, nel sistema castale spartano. I perièci , anch'essi privi di diritti politici, non avevano rapporti di servaggio con lo stato ma le loro attività, situate all'esterno del perimetro cittadino, (agricoltura, allevamento, artigianato) rivestivano grande importanza in una società di soli militari.
  2. Il regime aristocratico spartano era profondamente pianificato e ideologizzato. Veniva assicurata, almeno agli inizi, una assoluta parità di trattamento a tutti i cittadini aventi diritto ( spartiati) , essendone la stragrande maggioranza della popolazione esclusa. L'eccessiva militarizzazione della società e l'instaurarsi di un regime di tipo poliziesco portò tuttavia, a partire dal sec. VI, alla contrazione e alla sclerosi del progresso civile.