Notazioni sommarie sull’Illuminismo in Europa

Una nuova forma di comportamento culturale prende corpo nel corso del XVIII secolo coinvolgendo una larga schiera di scienziati e intellettuali appartenenti a diverse aree del sapere. Rappresenta un tentativo di sottoporre tutto lo sviluppo della realtà al controllo della ragione ; ogni territorio della conoscenza è soggetto al "rischiaramento".

La centralità dell'individuo , pur richiamando la tradizione umanistica, si pone in rapporto con una natura che, fondamentalmente buona e razionale , deve essere investita dall'attività del rischiaramento.

Non soltanto la natura, ma anche la società deve essere sottoposta a tale attività, grazie al potere del linguaggio e della cultura; la dimensione collettiva assume una valenza integralmente laica .

La civiltà del rischiaramento può tendere allo sfruttamento di ogni risorsa terrestre nonché alla diffusione dei propri valori razionali nei confronti delle società più arretrate. L'espansione mondiale dell'economia e dei sistemi di controllo tecnologico costituiscono tuttora strumenti nelle mani delle culture dominanti assai efficaci per l'assoggettamento di culture subalterne. Ciò nonostante la portata e gli sviluppi dell'Illuminismo sono complessivamente positivi: il cosmopolitismo favorisce gli scambi culturali in ambito europeo; nei confronti delle civiltà meno progredite l'Illuminismo costruisce il cosiddetto "mito del buon selvaggio".

Si afferma una concezione laica della storia che porta a considerare il passato in un'ottica antiprovvidenzialistica , cioè come prodotto essenziale dell'attività umana e pertanto continuamente sottoposto a revisione critica .

Gli illuministi concepiscono il rapporto con la divinità quale mera fattrice di un universo razionalmente ordinato, ma del tutto estranea al divenire di esso universo: il deismo (specie in Voltaire e Rousseau) implica una netta condanna della superstizione e del fanatismo religioso : i suoi principali fautori si scagliano contro il potere ecclesiastico in generale e contro l'ordine dei gesuiti in particolare (detentori di una sorta di "monopolio dell'istruzione"), a costo dell'esilio o dell'emarginazione.

Sul piano strettamente politico si osserva una pluralità di atteggiamenti che abbraccia, a un tempo, posizioni decisamente conservatrici e orientamenti democratici avanti lettera; in pratica si afferma quella tendenza ad accettare la collaborazione professionale dei philosophes da parte delle principali case regnanti in Europa (Habsburg-Lorraine e Hohenzollern in primo luogo), conosciuta come dispotismo illuminato .

Un'operazione culturale di capitale importanza afferma definitivamente i principi base di tutto il sapere umano oltre a godere di un'enorme diffusione. Alla redazione dell' Enciclopedia ovvero dizionario ragionato delle scienze arti e mestieri partecipano i massimi esponenti dell'Illuminismo francese: Diderot, D'Alembert, Voltaire, Montesquieu, Rousseau.

Pesanti critiche furono mosse, in seno al Romanticismo e all'Idealismo, nei riguardi del secolo dei lumi, sebbene alla base del freddo razionalismo degli illuministi si collochi un modo nuovo di percepire la realtà nel suo complesso, analogo a quello di romantici e idealisti: un atteggiamento critico , oltre all'affermazione dei principi di libertà, fratellanza, uguaglianza , che si pone all'origine del patrimonio filosofico moderno.

La critica marxista ha sottolineato ulteriori aspetti negativi, più legati peraltro all'età contemporanea: lo sviluppo incontrastato del capitalismo poggia su concezioni economiche illuministiche in quanto liberiste : la libertà (non solo quella dell’uomo) di gestione del capitale e del lavoro in funzione esclusiva della domanda e dell’offerta; la libertà di sfruttamento delle risorse agricole in funzione del massimo profitto realizzabile ( fisiocrazia ) al di là di ogni pur reale implicazione sociale.

(f.l.)