Periodizzazione
Con l'indicazione di età della Riforma si suole designare il periodo compreso tra il 1517 e il 1559, La prima data si riferisce alla compilazione da parte di Lutero delle 95 Tesi; la seconda, alla pace di Cateau-Cambrésis e all'apertura della III sessione del Concilio di Trento. Nel corso del quarantennio in questione, la riforma religiosa si affermò vigorosamente in Germania, nella penisola scandinava, nella Svizzera, in Inghilterra.

Il protestantesimo tedesco, svizzero e inglese
Lo Riforma prende le mosse in Germania: l'occasione fu data dallo scandalo della vendita delle indulgenze, che, nel 1517, provocò la protesta di Martin Lutero. Nel 1520 Lutero fu condannato dalla chiesa, ma a suo favore si schierarono i cavalieri tedeschi e alcuni potenti principi. La dottrina luterana rifiutava l'elaborazione secolare della chiesa, ma non voleva avere un significato rivoluzionario in campo sociale e Lutero, infatti, si schierò contro i contadini che insorsero contro i signori nel 1524 e nel 1525. In Svizzera la Riforma fu opera di Ulrico Zwingli a Zurigo e di Giovanni Calvino a Ginevra. In Inghilterra Enrico VIII provocò la scissione della chiesa inglese da quella romana, con la fondazione della chiesa anglicana, di cui nel 1534 il sovrano fu proclamato capo supremo. La Riforma si diffuse anche in Danimarca, Norvegia e Svezia.

Motivazioni politiche della Riforma
Le idee protestanti si affermarono là dove esse furono fatte proprie dalle forze politiche dominanti, le quali, ovviamente, non agirono soltanto per impulsi di carattere religioso, ma furono sollecitate da concreti interessi ad abbracciare la causa della purificazione della dottrina e della vita cristiana. In Inghilterra, Svezia, Danimarca, ad esempio, in occasione della Riforma, le proprietà ecclesiastiche vennero alienate e trasferite o alla corona o a privati proprietari.

Il sogno imperiale di Carlo V
Molte vicende religiose si intrecciarono strettamente con quelle politiche: l'età della Riforma è anche quella dei tentativi egemonici e imperiali di Carlo V. Eletto imperatore nel 1519, con l'appoggio finanziario dei banchieri Fugger e Welser, Carlo d'Asburgo alterò profondamente l'equilibrio europeo divenendo a un tempo imperatore di Germania e sovrano dei domini spagnoli e borgognoni.
Egli dovette impegnarsi in una lotta su più fronti: contro la Francia di Francesco I, contro i turchi e contro i protestanti.
La lotta con Francesco I si protrasse a lungo, con alterne vicende. Nel 1525 Francesco I fu fatto prigioniero nella battaglia di Pavia e l'anno seguente fu costretto a firmare la pace di Madrid, con cui rinunziò a tutte le sue pretese in Italia. Ma negli anni successivi il sovrano francese riprese la lotta, alleandosi anche con l'impero ottomano. Soltanto nel 1544, tre anni prima della sua morte, con la pace di Crépy si arrivò a un accordo col quale veniva riconosciuto lo status quo.
Contro i turchi Carlo V riportò alcune importanti vittorie: ne arrestò l'avanzata in Ungheria, e nel 1535 tolse Tunisi a corsaro Khairredin, detto Barbarossa. Ma gli ottomani continuarono a costituire una minaccia alle frontiere del suo impero.
Anche la lotta contro i protestanti , che ne 1531 presero le armi dopo essersi riuniti nella Lega di Smalcalda, fu lunga. Nel 1547 Carlo V li batté a Mühlberg, ma nel 1555, con la pace di Augusta, dovette arrivare a un compromesso, riconoscendo insanabile la frattura che si era operata nella cristianità: i singoli stati dell'impero avrebbero seguito la religione dei loro principi
Costretto ad abdicare nel 1556, apparve evidente il fallimento del suo sogno imperiale . I suoi domini, infatti, vennero divisi: il figlio Filippo ebbe la Spagna e i suoi possedimenti; il fratello Ferdinando, oltre al tìtolo d'imperatore, ebbe le terre austriache.

La Controriforma cattolica
Il 1559 segna l'inizio della ripresa cattolica, in connessione con il nuovo equilibrio di potenza stabilitesi in Europa e sancito dalla pace di Cateau-Cambrésis.
Ma il movimento interno di riforma della chiesa si realizzò fin dai decenni precedenti in concomitanza con la Riforma protestante; esso prese corpo e si affermò proprio nella apatica situazione nella quale la chiesa romana venne a trovarsi in seguito alla contestazione protestante: fu sotto la pressione della Riforma che la riforma cattolica ebbe modo di esplicarsi. Questo movimento è stato definito Controriforma per tale ragione e anche per la netta contrapposizione teologica e disciplinare ai principi affermati dalla Riforma.
Non bisogna però trascurare le esigenze e le tendenze riformatrici provenienti dall'interno della stessa chiesa: restaurazione di antiche regole monastiche, formazione di confraternite di laici, fondazione di nuovi ordini religiosi. Tra questi ultimi il più importante fu quello della Compagnia di Gesù, fondato da Ignazio di Loyola nel 1534. Ciò che contraddistingueva i gesuiti dagli altri ordini religiosi era la pronunzia di un voto riguardante l 'impegno a eseguire in modo incondizionato gli ordini del papa , oltre ai voti di povertà castità e obbedienza. La Compagnia, ferreamente organizzata e diretta, fu un importante strumento della restaurazione cattolica . Essa svolse un'azione particolarmente intensa nella formazione culturale e spirituale delle classi dirigenti.

La Controriforma e il concilio di Trento
La ripresa cattolica ebbe inizio con il concilio che fu convocato da Paolo III a Trento nel 1545 e che durò con interruzioni, tino al 1563. In esso si decise di procedere, insieme, alle definizioni dogmatiche e ai provvedimenti di riforma. Accanto alla Sacra Scrittura fu consacrata l’autorità della tradizione , di cui era depositano la chiesa stessa, venne affermata la giustificazione per fede e per opere.
L’opera del concilio non fu facile. Per alcuni anni (1547-1549) le pressioni dell'imperatore lo fecero trasferire a Bologna. Nel 1549 fu sospeso e fu poi riaperto a Trento nel 1551 da Giulio III. Tra le questioni definite vi furono quelle dell’eucaristia e della penitenza, che avevano formato argomento di maggior contrasto con i protestanti. Questi intanto avevano ripreso la lotta contro Carlo V e ciò determinò una nuova, lunga sospensione del concilio, dal 1552 al 1562.
Nel corso di questi anni, soprattutto dopo l'ascesa al soglio pontificio di Paolo IV, nel 1555 fu condotta una decisa e talvolta dura repressione dell’eresia in Italia con l’aiuto dell'Inquisizione , riorganizzata nel 1542. Ancora più dura fu la repressione in Spagna, dove l’Inquisizione era direttamente controllata dalla corona.
Fu Pio IV, succeduto nel 1559 a Paolo IV, a riaprire il concilio nel 1562. Esso si concluse l’anno seguente. Il matrimonio fu dichiarato indissolubile. Ai vescovi fu fatto obbligo di visitare annualmente le loro diocesi. Furono riaffermati l'esistenza del purgatorio e il potere della chiesa di concedere indulgenze . Fu ribadito il culto dei santi . Il papato, inoltre, ruppe con la politica rivolta a procurare domini territoriali ai parenti dei pontefici (non ebbe fine però il nepotismo ) e procedette a un rinnovamento della élite dirigente della chiesa. Furono creati nuovi ordini religiosi, soprattutto nell'intento di recuperare le masse popolari alla cultura cattolica. Ma questo consenso si ottenne soprattutto attraverso le pratiche di devozione.

L'età di Filippo II d'Asburgo-Spagna
Nel corso del secolo XVI, il centro del mondo occidentale, che era stato per lungo tempo il bacino del Mediterraneo, si sposta verso l'Atlantico e il mare del Nord. Alla metà del Cinquecento questo trasferimento era tutt'altro che definitivo. La decisione di Filippo II di ritirarsi in Spagna e l'attenzione da lui prestata nei primi anni del suo regno agli affari mediterranei, alla lotta contro i Turchi, al problema dei rapporti con la Santa Sede, all'organizzazione dei suoi domini in Italia, mostrano quanto peso egli attribuisse ancora al settore mediterraneo. Ma forze nuove e potenti spingevano ormai in altra direzione. Gli interessi coloniali e atlantici della Spagna, la rivolta dei Paesi Bassi, il conflitto con l'Inghilterra costrinsero Filippo II a concentrare i suoi sforzi nell'Europa centro-settentrionale, nel mare del Nord, nell'Atlantico . Nella seconda metà del Cinquecento la Spagna era senza alcun dubbio la maggiore potenza europea, ma arduo e costosissimo era il compito di tenere insieme un impero ampio ed eterogeneo, preservando - pur nel rispetto di alcune autonomie locali - il supremo potere politico del sovrano e la fedeltà alla religione cattolica. La vastità dei domini e la lentezza delle comunicazioni rendevano difficile il compito di Filippo II che riservava a sé ogni decisione lasciando ai viceré e ai governatori delle varie parti dell'impero scarsa iniziativa. Rinunziando al sogno imperiale di Carlo V, Filippo II rivolse la sua attenzione alla stessa Spagna e al Mediterraneo. Nel 1568 e nel 1569 represse in Spagna la ribellione dei moriscos ; nel Mediterraneo la flotta spagnola contribuì a la difesa di Malta dai Turchi (1565) e poi, ne 1571, costituì il nucleo della flotta della Lega Santa che li batté a Lepanto .

Elisabetta I Tudor e l'Inghilterra
Ma l'epoca di Filippo II è caratterizzata da vicende particolarmente importanti in tre aree: Inghilterra, Francia, Paesi Bassi. L'avvento al trono di Elisabetta I in Inghilterra segnò una svolta dopo i tentativi di restaurazione cattolica. La nuova sovrana restaurò l'anglicanesimo e represse le pretese feudali, mentre nel paese si sviluppavano e attività agricole e mercantili e il funzionamento politico dello stato era garantito non dall'obbedienza cieca al potere assoluto, ma dal consenso di strati sociali ampi e diversi (piccoli e grandi proprietari di terre, ceti mercantili), mediato dal parlamento e dai poteri locali . In epoca elisabettiana il calvinismo si diffuse in area inglese e scozzese (riforma di John Knox e chiesa presbiteriana ). Nel 1587 Elisabetta fece giustiziare Maria Stuart, pericolosa rivale al trono sostenuta dalla Francia e dai cattolici.

I tre Enrichi in Francia (Guisa, Valois, Borbone-Navarra)
Il calvinismo , grande nemico della chiesa cattolica e del suo campione, Filippo II, si diffondeva anche nei territori francesi e qui si intrecciava con le lotte e gli interessi dinastici . La Francia si divise in due: ugonotti , seguaci del calvinismo, rappresentati soprattutto dalla Famiglia dei Borbone , e cattolici rappresentati dai Guisa . Le guerre di religione insanguinarono la Francia culminando nel massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572) e si trascinarono fino al 1594, anno in cui Parigi, baluardo dei cattolici, aprì le porte a Enrico IV, passato dal calvinismo al cattolicesimo e assertore di una politica di moderazione e di compromesso. Cadeva la pretesa di Filippo II di porre sul trono di Francia la propria figlia.

Il declino della Spagna di Filippo II
Ma ben più gravi erano stati i due scacchi che Filippo II aveva dovuto subire sugli altri due fronti: Paesi Bassi e Inghilterra . Nei primi la rivolta del 1566 si era conclusa, dopo alterne vicende e una dura repressione da parte del duca d'Alba, con la dichiarazione d'indipendenza dalla Spagna delle Province Unite (1581). Tale dichiarazione conteneva importanti principi tra i quali il diritto dei popoli a ribellarsi contro i tiranni. In Olanda il successo delle sette province settentrionali , raccolte nell'Unione di Utrecht, era dovuto oltre che alle capacità militari e di resistenza degli indipendentisti anche alla stanchezza dell'esercito spagnolo impegnato su più fronti. Ma il colpo definitivo alla potenza di Filippo II venne dato dalla sconfitta della flotta spagnola , la Invencible Armada , a opera della flotta inglese (maggio 1588). Filippo II morì nel 1598, poco dopo aver firmato la pace con Enrico IV .
I rapporti con l'Inghilterra e con i Paesi Bassi saranno regolati dal suo successore, Filippo III: nel 1604 venne firmato il trattato di Londra che sanciva la pace con gli inglesi, ne 1609 fu firmata una tregua di dodici anni con la quale si riconosceva di fatto il nuovo stato olandese .