| DEI DELLA MITOLOGIA GRECO-ROMANA |
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ADE (Nome romano: DITE) Figlio di Crono e Rea, era il dio degli Inferi. Contro il volere di Zeus, rapì e sposò Persèfone; in seguito si stabilì che la sposa sarebbe rimasta con lui per quattro mesi all'anno, e che per gli altri otto mesi sarebbe tornata sulla terra con la madre Demetra. Di aspetto ripugnante, era sempre attorniato dai demoni infernali, e dal suo trono giudicava le anime dei morti. Era molto temuto, e gli antichi si rivolgevano a lui solo con dei soprannomi, come Plutone. AFRODITE (Nome romano: VENERE) Divinità dell'amore, nacque da Zeus e Dione, oppure, secondo un'altra tradizione, dalle acque del mare fecondate da Urano, il dio del cielo. Sposò Efesto, il deforme dio-fabbro, ma lo tradì ripetutamente con altri dei (tra cui Ares ed Ermes) e uomini, tra cui il bellissimo Adone, e Anchise, da cui ebbe Enea. Parteggiò per i Troiani nella guerra contro i Greci, difendendo il figlio e proteggendolo poi nel viaggio verso il Lazio. I Romani le dedicarono la stella del mattino. APOLLO (Nome romano: APOLLO) Divinità solare (Febo, "il raggiante") era figlio di Zeus e di Leto. Congiurò contro il padre, che lo condannò a costruire le mura di Troia assieme a Posidone. Uccise i Ciclopi alleati di Zeus e lottò contro Eracle. Aveva il potere di mandare le malattie (durante la guerra di Troia, punì i Greci, che avevano offeso il suo sacerdote Crise, con un'epidemia di peste), ma anche di guarire. Giovane e di bellissimo aspetto, ebbe numerosi amori con ninfe e donne mortali. Dio della musica e della poesia, dei pastori e dei raccolti, protettore dei navigatori e degli emigranti, venne identificato con il Sole stesso. ARES (Nome romano: MARTE) Figlio di Zeus e di Era, era il dio della guerra, sanguinario e violento. Venne tuttavia più volte sconfitto in battaglia, per il saggio intervento di Atena; combattè in difesa dei Troiani contro i Greci, ma fu ferito dall'eroe greco Diomede, e dovette essere curato da Zeus; fu sconfitto anche da Eracle, e fuggì sull'Olimpo. Oltre ad Afrodite, ebbe per amanti numerose Ninfe e donne mortali. ARTEMIDE (Nome romano: DIANA) Figlia di Zeus e di Leto, era la dea della caccia e dei boschi. Proteggeva i giovani e le fanciulle vergini, punendo chi li insidiava, ed era vergine lei stessa. Severa e vendicativa al punto da uccidere chi l'avesse vista nuda, era raffigurata armata di arco e frecce. Viveva nei boschi con un seguito di ninfe a lei fedeli. Adirata contro Agamennone che aveva ucciso una cerva a lei cara, ostacolò la partenza della flotta greca per Troia, e la concesse solo in cambio del sacrificio di Ifigenìa, figlia di Agamennone. Era spesso identificata con la Luna. ATHENA (Nome romano: MINERVA) Figlia di Zeus e di Meti (figlia del dio Oceano e prima moglie di Zeus), divinità guerriera, venne alla luce dalla testa del padre - che aveva divorato Meti, temendo, in seguito a una profezia, che da lei sarebbe nato un figlio che l'avrebbe spodestato - già armata di lancia e scudo. Vergine per sua scelta, fu signora dell'Attica e della città di Atene, che da lei prese il nome. Sostenne Eracle nelle sue imprese e fu vicina a Odisseo nel suo peregrinare. Dea della sapienza e della saggezza, insegnò agli uomini a cavalcare e a navigare; proteggeva inoltre le scienze e la filosofia. DIONISO (Nome romano: BACCO) Figlio di Zeus e Semele, nacque dalla coscia del padre, dove questi l'aveva cucito affinché sopravvivesse alla morte della madre Semele. Scoprì la vite e insegnò agli uomini l'arte di fare il vino: perciò era celebrato in feste e rituali allegri e spesso sfrenati. Per punire Zeus, Era lo fece impazzire; Dioniso, guarito, trasmise questo malanno a uomini e donne. Amò Arianna, abbandonata da Teseo. Disceso agli Inferi, ottenne da Persefone la liberazione della madre Semele. ERA (Nome romano: GIUNONE) Figlia di Crono e Rea, era dunque sorella di Zeus, di cui divenne moglie. Fu ingoiata, come i suoi fratelli, dal padre, ma venne liberata da Zeus. Era fu sposa fedele, gelosissima dell'infedele marito: perseguitò con ostinazione le rivali in amore e anche i figli delle amanti di Zeus, tra cui l'eroe Èracle. Offesa da Paride che aveva giudicato più bella Afrodite, fu fieramente ostile ai Troiani nella guerra contro i Greci. Era considerata protettrice dei matrimoni e dei parti. ERMES (Nome romano: MERCURIO) Figlio di Zeus e di Maia, era il messaggero degli dei. Litigò con Apollo, ma si rappacificò con lui offrendogli una lira (il più antico strumento a corde) che aveva fabbricato. Intervenne provvidenzialmente in difesa di altri dei e di molti eroi, tra cui Odisseo. Astuto e ingegnoso, era raffigurato con i sandali alati; aveva il compito di guidare le anime dei defunti agli Inferi. Dio dell'eloquenza e del commercio, era invocato anche dai ladri. Proteggeva le strade, i viandanti e i pastori. Era considerato inventore dell'alfabeto, dell'astronomia, della musica e dell'arte della guerra. POSIDONE (Nome romano: NETTUNO) Figlio di Crono e Rea, era signore di tutte le acque, con l'eccezione dei fiumi. Abitava un sontuoso palazzo negli abissi marini, da cui emergeva su un cocchio dorato tirato da cavalli. Costruì le mura della città di Troia, ma il re Laomedonte non gli diede la ricompensa stabilita: da allora fu nemico dei Troiani. Successivamente si adirò contro Odisseo, che gli aveva accecato il figlio Polifemo. Avido di possedimenti terreni, era signore però solo dell'isola di Atlantide, a occidente delle Colonne d'Ercole (cioè lo stretto di Gibilterra). Suoi attributi erano il tridente, il cavallo e il delfino. ZEUS |