La socialdemocrazia nella repubblica di Weimar
La repubblica tedesca sorta nel 1918 si fondò su un compromesso tra
socialdemocratici ed esercito. Esso consentì la repressione del moto
spartachista, ne 1919, e la fondazione di una repubblica parlamentare che, se
nasceva sul fondamento di una costituzione avanzata, vedeva al potere le
vecchie forze economiche e sociali. La socialdemocrazia, che avrebbe potuto
rappresentare i rinnovamento, si era assunta le maggiori responsabilità
della conclusione di una pace che a moltissimi tedeschi appariva ingiusta - i
comunisti, da parte loro, convinti ancora della possibilità di una
rivoluzione mondiale, vedevano i loro principali avversari più nei
socialdemocratici che nelle destre. E tuttavia, sia pure con frequenti crisi,
la repubblica riuscì a sopravvivere fino al 1933.
Inflazione e rafforzamento dell'alta borghesia e dei ceti conservatori
Un primo periodo difficile si ebbe fino al 1924, per la gravissima inflazione.
Dal 1924 a 1929 vi fu un notevole risanamento della situazione economica, che
però, se contribuì alla stabilizzazione politica,
ricostituì le fortune della grande borghesia, rafforzando le correnti
conservatrici che volevano una repubblica autoritaria e che avevano appoggio
del maresciallo von Hindenburg, eletto alla presidenza nel 1925.
Crisi del '29 e ascesa dei nazisti
La crisi del 1929 produsse un nuovo, grave sconvolgimento economico, di cui
poté approfittare soprattutto il partito nazista. Il Partito
Nazionalsocialista dei Lavoratori tedeschi era stato fondato da Adolf Hitler
nel 1920. Hitler aveva elaborato un programma fondato sul primato della razza
ariana, di cui il popolo tedesco era considerato il più puro
rappresentante, cosa che gli dava i diritto di esercitare il suo dominio
sull'Europa, assoggettando gli slavi ed eliminando gli ebrei. Per poter
realizzare i suo programma, Hitler ave va bisogno di uno stato estremamente
forte e coeso. In i primo tempo, pensò di poter conquistare il potere
attraverso un colpo di stato (putsch di Monaco del 1923). Il fallimento lo
convinse di aver bisogno dell'appoggio dell'esercito e della classe dominante.
Ma soltanto nel 1930 il partito nazista, facendo leva sulle difficoltà
create dalla crisi del 1929 e contrapponendo agli operai le crescenti masse di
disoccupati, diventò un elemento importante della vita politica tedesca,
conquistando circa sei milioni e mezzo di voti alle elezioni. Negli anni
seguenti, la sua ulteriore affermazione fu molto rapida. nuovi successi
elettorali e l'uso della violenza contro gli oppositori (il partito aveva una
solida struttura armata) consentirono a Hitler, nel 1933, di conquistare il
potere.
Von Hindenburg nomina Hitler cancelliere del Reich
Pur essendo arrivato al potere attraverso le vie parlamentari, Hitler soppresse
subito il parlamento, con la sola opposizione dei socialdemocratici (i deputati
comunisti erano. già stati imprigionati o costretti alla
clandestinità). All'interno del partito le SA (Sturmabteilungen, squadre
di assalto) avrebbero voluto realizzare una "seconda rivoluzione".
Hitler ne fece uccidere tutti i principali esponenti, affidando l'opera di
consolidamento della dittatura alle più fidate SS (Schutzstaffeln,
reparti di protezione) e alla Gestapo (Geheim Staatspolizei, polizia segreta di
stato). Nel campo economico procedette a un'opera di risanamento che si basava
soprattutto sull'instaurazione di una "economia di guerra".
L'appoggio degli industriali fu ottenuto con la liquidazione delle
organizzazioni operaie. Per gli operai stessi fu creata però una solida
struttura assistenziale. In questo modo fu consolidato quel fronte interno che
avrebbe permesso alla Germania di affrontare la Seconda guerra mondiale.